DECRETO 27 APRILE 1995, N. 392

Regolamento recante norme sull'organizzazione, il funzionamento e la gestione finanziaria ed economico-patrimoniale degli istituti italiani di cultura all'estero

G.U. n. 221 del 21 settembre 1995 - PARTE PRIMA


 
Il Ministro degli Affari Esteri di concerto con il Ministro del Tesoro
e il Ministro per la Funzione Pubblica


VISTA la legge 22 dicembre 1990, n. 401;
CONSIDERATA la necessita' di emanare, sulla base di quanto previsto
dall'art. 7, commi 3 e 7 della suddetta legge, il
regolamento sull'organizzazione, il funzionamento, la
gestione finanziaria ed economico-patrimoniale degli istituti
Italiani di Cultura, che disciplini anche le modalita' di
gestione dei fondi scorta e del loro adeguamento mediante
utilizzo delle entrate ordinarie degli istituti stessi;
VISTO l'art. 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
UDITO il parere del Consiglio di Stato espresso nell'Adunanza
Generale del 15 aprile 1993;
VISTA la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri
effettuata in data 7 marzo 1995;
CONSIDERATA l'opportunita' di far coincidere l'operativita' dei fondi
scorta di cui al Titolo IV del Regolamento  con la scadenza
dell'autorizzazione al ricorso al credito bancario da parte degli
istituti di cultura, di cui all'art. 19, comma 12, della
suddetta legge 22 dicembre 1990, n. 401;

                            A D O T T A :

                      il seguente regolamento:


TITOLO I -  Principi generali e struttura organizzativa degli
istituti Italiani di Cultura

CAPO I   -  Principi generali


art. 1 - (Applicabilita' del presente regolamento)

1. Il presente regolamento si applica agli istituti italiani di
Cultura all'estero ed alle loro sezioni, costituiti ai sensi
dell'art. 12 del Regio Decreto 12 febbraio 1940, n. 740, e
dell'art. 7 della legge 22 dicembre 1990, n. 401.

2. Nel presente regolamento per istituti e per sezioni, anche al
singolare, si intendono gli istituti e le loro sezioni di cui
al precedente comma.


art. 2 - (Denominazione degli istituti)

1. Per esigenze particolari dei Paesi ospitanti, gli istituti
possono assumere anche denominazioni diverse o un simbolo
diverso da quello adottato dagli istituti con decreto del
Ministro degli affari esteri, sentito il parere favorevole
della rappresentanza diplomatica o dell'ufficio consolare
competente.


art. 3 - (Ambito territoriale di operativita' degli istituti)

1. Gli istituti  operano per il raggiungimento delle finalita'
previste dall'art. 8 della legge 22 dicembre 1990, n. 401,
nell'area geografica fissata con decreto del capo della
rappresentanza diplomatica nel Paese in cui gli istituti hanno
sede.


art. 4 - (modalita' di svolgimento dell'attivita' istituzionale
          degli istituti)

1. Gli istituti  svolgono le funzioni di cui all'art. 8 della
legge 22 dicembre 1990, n. 401 sia a titolo oneroso per gli
utenti sia, laddove questo corrisponda alle esigenze di una piu'
efficace azione promozionale e di diffusione, a titolo
gratuito.

2. Tali funzioni possono essere svolte sia autonomamente che in
collaborazione con altre istituzioni, italiane, locali o di
paesi terzi. In tale ultimo caso, le spese conseguenti a carico
del bilancio degli istituti devono risultare da apposita
convenzione o da scambio di lettere e la partecipazione degli
istituti all'iniziativa deve essere adeguatamente evidenziata.


art. 5 - (Funzioni di indirizzo e di vigilanza sugli istituti)

1. Il Ministero degli affari esteri esercita le funzioni previste
dall'art. 3, comma 1, lettera d) della legge 22 dicembre
1990 n. 401 con indirizzi di carattere generale relativi ad
aree geografiche ed all'organizzazione nel suo complesso nonche'
con la vigilanza attraverso missioni di ricognizione e
ispettive.

2. Le funzioni di indirizzo e di vigilanza sulle attivita' degli
istituti con riferimento alle specifiche situazioni locali sono
esercitate dall'ufficio consolare competente per territorio,
salvo il caso in cui gli istituti si trovino in citta' in cui ha
sede anche l'ambasciata; in tale ultimo caso le funzioni di cui
sopra sono svolte dall'ambasciata stessa. Sono comunque fatte
salve le competenze delle rappresentanze diplomatiche nei
confronti degli uffici consolari previste dalla normativa
vigente.


art. 6 - (Sezioni distaccate specializzate gia' costituite)

1. Le sezioni distaccate operanti per specifiche attivita' o settori
di studio e ricerca, e comunque per finalita' di promozione
culturale, gia' costituite prima dell'entrata in vigore della legge
22 dicembre 1990, n. 401, continuano ad essere regolate dal decreto
istitutivo delle medesime, salvo per le norme in contrasto con la
legge stessa o con il presente regolamento, fino all'emanazione di
un nuovo Decreto del direttore dell'istituto ai sensi dell'art.
7, comma 6, della legge 22 dicembre 1990, n. 401, e comunque non
oltre sei mesi dalla data dell'entrata in vigore del presente
regolamento.


art. 7 - (Comitati di collaborazione culturale)

1. I Comitati di collaborazione culturale costituiti ai sensi
dell'art. 9 della legge 22 dicembre 1990, n. 401, adottano
norme organizzative interne, che devono essere approvate dalla
rappresentanza diplomatica o dall'ufficio consolare competente
per territorio.

2. I Comitati di collaborazione culturale, laddove costituiti, si
riuniscono almeno tre volte l'anno e svolgono funzioni di
consulenza sulle attivita' degli istituti; essi sono chiamati dai
direttori  ad esprimere pareri ed a formulare suggerimenti
sulla programmazione delle attivita' degli istituti e delle
relative sezioni, nel quadro delle funzioni attribuite agli
istituti dall'art. 8 della legge 22 dicembre 1990, n. 401.


art. 8 - (Funzioni di coordinamento di area)

1. Il Ministro degli affari esteri, previo parere favorevole della
Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura Italiana
all'Estero di cui all'art. 4 della legge 22 dicembre 1990,
n. 401, puo' attribuire, con proprio decreto, funzioni di
coordinamento delle iniziative promozionali degli istituti
operanti in una determinata area geografica ai direttori con
qualifica di dirigente superiore o di primo dirigente del ruolo
dirigenziale degli esperti per la programmazione culturale
all'estero nonche' ai direttori nominati ai sensi dell'art.
14, comma 6, della legge 22 dicembre 1990, n. 401.

2. L'area geografica alla quale si applica il coordinamento di cui
al presente articolo puo' comprendere anche Paesi diversi da
quello nel quale ha sede l'istituto al cui direttore e' stato
conferito l'incarico di cui al comma 1 del presente articolo.


CAPO II  - Organici e funzioni del personale degli istituti

art. 9 - (Istituzione, ripartizione e soppressione dei posti
          di organico)

1. La determinazione o la modifica del contingente del personale da
assegnare agli istituti e' definito, sulla base delle dotazioni
organiche di cui alla tabella A allegata alla legge 22 dicembre
1990, n. 401, e di quanto disposto dall'art. 6, comma 2, della
legge 19 luglio 1993, n. 243, con decreto del Ministro degli affari
esteri di concerto con il Ministro del tesoro.


art. 10 - (Attivita' dei direttori e degli addetti degli
           istituti)

1. I direttori degli istituti svolgono le funzioni elencate
dall'art. 15 della legge 22 dicembre 1990, n. 401.

2. Gli addetti degli istituti collaborano con il direttore per il
raggiungimento delle finalita' istituzionali, svolgendo i compiti
assegnati loro dal capo dell'istituto. In tale quadro,
all'inizio di ogni anno il direttore assegna ad ogni addetto i
settori di prevalente sua competenza; tale assegnazione puo'
essere modificata dal direttore in qualsiasi momento, in
relazione alle esigenze dell'istituto.

3. Ogni addetto di cui al comma precedente redige a fine anno una
relazione sulla propria attivita' e la rimette al direttore.


art. 11 - (Rapporti di fine servizio dei direttori)

1. I direttori sono tenuti a predisporre, prima della loro
cessazione dalla sede, un rapporto di fine missione contenente
una sintesi delle attivita' svolte, le proprie conclusioni sulle
stesse, proposte per l'azione futura ed ogni utile indicazione
per il personale dell'istituto che resta in sede o che subentra
per assicurare la continuita' del servizio.


art. 12 - (Personale collocato fuori ruolo assegnato agli
           istituti)

1. Il personale collocato fuori ruolo ai sensi della normativa
previgente alla legge 22 dicembre 1990, n. 401, e che, ai sensi
dell'art. 22, comma 2, della legge stessa, continua ad
essere regolato dalla medesima normativa, conserva le funzioni
di vice direttore dell'istituto eventualmente esercitate alla
data di entrata in vigore della legge suddetta, fermo il
termine massimo di prosecuzione del servizio all'estero, di cui
all'art. 19, comma 9, della legge 22 dicembre 1990, n. 401.

2. Il personale collocato fuori ruolo ai sensi dell'art. 16
della legge 22 dicembre 1990, n. 401 opera in qualita' di esperto
alle dirette dipendenze del direttore dell'istituto.


art. 13 - (Personale a contratto)

1. Il personale a contratto da utilizzare ai sensi del comma 1
dell'art. 17 della legge 22 dicembre 1990, n. 401 e' assunto
a seguito di prove di esame indette dagli istituti sulla base
di specifica autorizzazione ministeriale; si puo' derogare da
tale procedura nei casi in cui la legislazione locale imponga
l'assunzione di personale scelto da istituzioni del Paese in
cui gli istituti hanno sede. I requisiti e le modalita' per
l'assunzione di cui al presente comma sono stabiliti con
successivo regolamento adottato dal Ministro degli affari
esteri.

2. Qualora nell'istituto non presti servizio alcun coordinatore
amministrativo di ruolo, il primo posto a contratto che si
rende disponibile per mansioni di concetto e' utilizzato per
mansioni amministrativo-contabili.

3. Gli istituti, compatibilmente con le proprie disponibilita'
finanziarie, sono autorizzati, in attesa dell'accreditamento
degli appositi fondi da parte del Ministero degli affari
esteri, a provvedere sul proprio bilancio alla corresponsione
degli stipendi spettanti al personale di cui al comma 1 del
presente articolo, qualora la legge locale preveda
tassativamente il pagamento delle retribuzioni entro l'ultimo
giorno di ogni mese.

4. L'utilizzazione del personale a contratto ai sensi del comma 2
dell'art. 17 della legge 22 dicembre 1990, n. 401, e'
autorizzata con decreto del capo della rappresentanza
diplomatica o dell'ufficio consolare competente. Nel caso in
cui si tratti di persone in possesso di cittadinanza italiana,
l'utilizzazione stessa puo' essere concessa solo per contratti
di lavoro autonomo di cui al titolo III del Libro V del Codice
Civile italiano, nelle forme consentite dalla legislazione
locale. Nel caso si tratti di persone che non siano in possesso
della cittadinanza italiana l'utilizzazione puo' essere
consentita, oltre che nella forma suddetta, anche a titolo di
lavoro subordinato purche' esso non comporti l'instaurarsi di un
rapporto di lavoro continuativo o stabile in base alla legge
locale; la retribuzione corrisposta a tale personale non puo'
essere superiore al 90 per cento di quella corrisposta al
personale con analoghe mansioni di cui al comma 1 dell'art.
17 della legge 22 dicembre 1990, n. 401.

5. Per le assunzioni di personale di cui al capoverso precedente e'
richiesto un colloquio attitudinale con una Commissione di tre
membri nominata con decreto del capo della rappresentanza
diplomatica o dell'ufficio consolare competente, presieduta dal
direttore dell'istituto o da chi ne fa le veci. Tale procedura
non si applica nei casi in cui la normativa locale non lo
permetta; tale circostanza deve risultare da esplicita
dichiarazione del capo della rappresentanza diplomatica o
dell'ufficio consolare competente.

6. Il personale a contratto puo' essere chiamato dal direttore o da
chi ne fa le veci a partecipare a corsi di formazione nei
settori di impiego; le relative spese gravano sul bilancio
degli istituti.

7. I contratti stipulati ai sensi dell'art. 17 della legge 22
dicembre 1990, n. 401 devono prevedere una clausola espressa
che sancisca che in nessun caso il rapporto di dipendenza puo'
comportare l'assunzione nei ruoli dell'Amministrazione degli
affari esteri.



CAPO III - Organizzazione e funzionamento degli istituti


art. 14 - (Servizi di biblioteca, filmoteca, emeroteca,
           diapoteca ed altri sussidi audiovisivi)

1. Gli istituti curano la costituzione, il funzionamento e
l'aggiornamento dei servizi di biblioteca, filmoteca,
emeroteca, diapoteca e di altri sussidi audiovisivi.

2. Presso ciascun istituto  funziona di regola un servizio di
prestito, previo pagamento di una somma a titolo di deposito,
per il servizio usufruito (libri - film - videocassette -
giornali), nonche' di noleggio contro corrispettivo, salvo i casi
in cui questo sia ritenuto inopportuno sulla base della
situazione locale e una deroga in tal senso sia prevista dalle
norme organizzative interne dell'istituto.

3. Trascorso il termine previsto per i prestiti nel regolamento
della biblioteca, in mancanza di restituzione, gli istituti
trattengono la somma depositata, salvo il caso in cui sia
vietato dalla normativa locale.

4. L'addetto ai servizi di biblioteca, filmoteca, emeroteca e altri
sussidi audiovisivi, e' consegnatario del materiale a lui affidato.
Tale incarico puo' essere conferito anche ad un impiegato a
contratto di cui al comma 1 dell'art. 17 della legge 22
dicembre 1990, n. 401.


art. 15 - (Servizi informativi)

1. Ciascun istituto e' dotato di servizi informatizzati di
documentazione, onde soddisfare le richieste di informazione e
fornire consulenza a studiosi e operatori culturali italiani e
stranieri.

2. A tal fine gli istituti possono sottoscrivere abbonamenti a
banche dati di informazione e di documentazione ed acquistare
banche dati distribuite sotto forma di supporti informatici e
telematici.

3. I servizi in questione sono di regola prestati a pagamento dagli
istituti medesimi, salvo quanto previsto  dalle specifiche
disposizioni di servizio dell'istituto.


art. 16 - (Servizi di traduzione)

1. Gli istituti possono fornire servizi di traduzione dalla lingua
italiana in quella dello Stato di residenza e viceversa di
documenti di studio o altro materiale culturale a studenti,
borsisti, studiosi ed operatori culturali italiani e stranieri.

2. I servizi in questione sono di regola prestati a pagamento dagli
istituti medesimi sulla base delle tariffe locali, salvo quanto
previsto dalle specifiche disposizioni di servizio dell'istituto.

3. Ai fini della certificazione delle suddette traduzioni si
applica l'ultimo comma dell'art. 49 del Decreto del
Presidente della Repubblica del 5 gennaio 1967, n. 200 e
successive modificazioni.


art. 17 - (Corsi di lingua)

1. Gli istituti organizzano e curano la gestione dei corsi di
lingua italiana, in quanto possibile. Tali corsi possono essere
organizzati in qualsiasi localita' rientrante nella competenza
territoriale degli istituti, anche presso Universita'.

2. I corsi di lingua sono organizzati nelle forme e nei modi
consentiti dalla situazione locale. Essi sono di regola gestiti
direttamente dagli istituti, avvalendosi ove possibile, per la
loro organizzazione ed il controllo didattico, delle sezioni
distaccate  e dei lettori con incarichi extra-accademici
operanti nell'area di competenza degli istituti. Nei casi in
cui la gestione diretta non e' consentita o e' considerata comunque
inopportuna in relazione alla situazione locale, i corsi
possono essere affidati in gestione ad un'altra istituzione;
nel relativo contratto deve pero' essere comunque previsto il
controllo didattico dell'istituto.

3. Per i corsi gestiti direttamente, gli istituti possono
utilizzare per la funzione docente, oltre al proprio personale,
quello delle sezioni distaccate nonche' personale docente di
ruolo in servizio nelle sedi dei corsi, anche se in organico
presso altre istituzioni scolastiche, culturali o
universitarie, che non abbiano orario completo. Gli istituti
hanno altresi' la facolta' di utilizzare all'uopo, sia per la
docenza che per lo svolgimento di mansioni amministrative o
ausiliarie connesse con i corsi stessi, persone di cittadinanza
italiana o straniera secondo quanto previsto nell'art. 13
del presente regolamento.

4. Tranne per i corsi nelle Universita', i corsi sono a pagamento
per i partecipanti. La relativa retta e' calcolata tenuto conto
delle tariffe praticate da istituzioni similari dei paesi della
Comunita' Europea operanti sul posto e dell'opportunita' che i
proventi dei corsi in questione siano di regola almeno pari al loro
costo complessivo, ivi compreso il fitto dei locali che fosse
all'uopo necessario. Per i corsi trasmessi da emittenti
radio-televisive gli istituti stipulano apposita convenzione che
disciplina anche l'aspetto finanziario.


art. 18 - (Diffusione di giornali, riviste, libri ed
              audiovisivi italiani)

1. Gli istituti possono diffondere, anche a pagamento, laddove
permesso dalla normativa locale, giornali, riviste, libri ed
audiovisivi italiani nonche' stranieri purche', in tale ultimo
caso, siano relativi alla cultura italiana.

2. Una quota non superiore al dieci per cento dell'importo degli
acquisti per pubblicazioni per ciascun esercizio finanziario
puo' essere destinata a riconoscimenti a personalita' o a premi di
studio relativi all'apprendimento della lingua e della cultura
italiana.

3. Gli istituti possono stipulare convenzioni con istituzioni
universitarie e culturali locali per contribuire, a valere sul
proprio bilancio, alla costituzione e all'aggiornamento di
sezioni italiane delle biblioteche delle istituzioni stesse.

4. Gli istituti possono altresi' stipulare contratti di edizione
secondo la normativa locale o quella italiana, a seconda della
residenza della controparte, sia in veste di editore che di
autore. Qualora l'istituto intervenga nel contratto come
editore o come coeditore, le spese complessive relative per
ogni singolo anno, anche in caso di ristampa, non possono
essere superiori a quelle all'uopo indicate nel bilancio di
previsione e nei successivi assestamenti.


art. 19 - (Partecipazione di terzi all'attivita' degli
istituti)

1. Associazioni, fondazioni e privati, sia italiani che stranieri,
possono partecipare finanziariamente all'attivita'  degli
istituti. In particolare tale partecipazione puo' assumere anche
la forma di sponsorizzazione alla singola iniziativa o
all'attivita' degli istituti in generale, nonche' di donazione e di
contributo diretto a manifestazioni organizzate dagli istituti,
sia singolarmente che congiuntamente a terzi.

2. La dichiarazione di accettazione di contributi in denaro alle
attivita' degli istituti, ivi comprese le sponsorizzazioni, deve
essere inviata per conoscenza alla rappresentanza diplomatica o
all'ufficio consolare competente per territorio.


3. L'accettazione di donazioni mobiliari ed immobiliari e di
eredita' nonche' l'acquisto di legati da parte degli istituti e'
subordinata all'autorizzazione del Ministero degli affari
esteri. Non richiedono  autorizzazione le donazioni di libri e
di materiale informativo, ivi compresi gli audiovisivi, a meno
che non costituiscano collezioni di particolare valore.


TITOLO II - Gestione finanziaria degli istituti

CAPO I - Bilancio di previsione

art. 20 - (Esercizio finanziario e bilancio di previsione)

1. L'esercizio finanziario degli istituti  ha la durata di un anno
e coincide con l'anno solare.

2. La gestione finanziaria si svolge in base al bilancio annuale di
previsione elaborato dagli istituti, entro il 10 ottobre dell'anno
precedente cui si riferisce il bilancio stesso. Salvo diverse
comunicazioni del Ministero degli affari esteri che pervengano
entro il 30 settembre, il bilancio deve essere redatto prevedendo
una dotazione finanziaria pari a quella concessa nell'anno
precedente a cui si riferisce il bilancio.

3. Il bilancio preventivo e' trasmesso dagli istituti, entro il 20
ottobre alla rappresentanza diplomatica o all'ufficio consolare
che esercita le funzioni di cui all'art. 3, comma 1,
lettera d), della legge 22 dicembre 1990, n. 401. Entro trenta
giorni la rappresentanza diplomatica o l'ufficio consolare deve
trasmettere il bilancio corredato del parere favorevole o delle
eventuali osservazioni al Ministero degli affari esteri. Entro
30 giorni dalla data di ricezione del bilancio il Ministero
degli affari esteri comunica l'approvazione o il proprio
eventuale difforme parere agli istituti tramite la
rappresentanza diplomatica o l'ufficio consolare.

4. L'eventuale assestamento di bilancio deve essere presentato
entro il 1 marzo dell'anno cui si riferisce il bilancio. Si
applicano per il bilancio assestato le stesse procedure
relative al bilancio di previsione.

5. La rappresentanza diplomatica o l'ufficio consolare di cui sopra
trasmettono il bilancio approvato entro trenta giorni dalla data di
approvazione al Ministero del tesoro -  Ragioneria Centrale presso
il Ministero degli affari esteri, dandone comunicazione al
Ministero degli affari esteri - Direzione Generale delle Relazioni
Culturali.

6. La gestione finanziaria e' unica come unico e' il relativo
bilancio di previsione.

7. La gestione finanziaria delle sezioni costituite ai sensi
dell'art. 7, comma 6 della legge 22 dicembre 1990, n. 401 e'
disciplinata nell'art. 22 e nell'art. 73 del presente
regolamento.

8. Gli istituti sono tenuti a redigere un preventivo finanziario
consolidato per la riassunzione delle previsioni della gestione
propria e di quelle delle sezioni.


art. 21 - (Criteri di formazione del bilancio di previsione)

1. Il bilancio di previsione e' formulato in termini finanziari di
cassa, secondo lo schema di cui all'allegato A. Esso e'
articolato in titoli ed in capitoli ed e' redatto in lire
italiane utilizzando, per la conversione delle cifre relative
alle spese da sostenere in altra valuta, il cambio vigente il
giorno di redazione del bilancio stesso.

2. Il capitolo comprende un solo oggetto di spesa ovvero piu'
oggetti strettamente collegati e deve comunque essere omogeneo e
chiaramente definito.

3. Per ciascun capitolo di entrata e di spesa il bilancio indica
l'ammontare delle entrate che si prevede di incassare e delle
spese che si prevede di pagare nello stesso esercizio.

4. Nel bilancio di previsione e' iscritto come prima posta
dell'entrata o della spesa l'avanzo o il disavanzo di cassa
presunto al 31 dicembre dell'esercizio precedente a quello cui
il bilancio di previsione si riferisce.

5. Gli stanziamenti di spesa che sono iscritti in bilancio devono
essere suffragati da programmi definiti e dall'analisi delle
concrete capacita' operative degli istituti illustrate nella
relazione di cui al seguente comma.

6. Il bilancio di previsione e' predisposto dal direttore o da chi
ne fa le veci ed e' accompagnato da apposita relazione illustrativa
che evidenzi, tra l'altro, gli obiettivi dell'azione da svolgere
mediante l'impiego degli stanziamenti di bilancio ed i motivi delle
variazioni proposte rispetto alle previsioni dell'esercizio
precedente, nonche' la consistenza del personale in servizio.


art. 22 - (Integrita' e universalita' del bilancio)

1. Tutte le entrate e tutte le spese debbono essere iscritte in
bilancio nel loro importo integrale senza alcuna riduzione per
effetto di correlative spese o entrate.

2. E' vietata ogni gestione di fondi al di fuori del bilancio. I
bilanci delle sezioni devono essere allegati al bilancio
dell'istituto fondatore ed inseriti nel bilancio consolidato di
cui all'art. 20, comma 8.


art. 23 - (Classificazione delle entrate e delle spese)

1. Le entrate del bilancio di previsione sono classificate nei
seguenti titoli:

Titolo I     - Entrate derivanti da trasferimenti dello Stato
italiano;
Titolo II    - Entrate derivanti da trasferimenti da enti, da
istituzioni e da privati;
Titolo III   - Entrate diverse;
Titolo IV    - Entrate in conto capitale;
Titolo V     - Anticipazioni e  partite di giro.

Le spese sono ripartite nei seguenti titoli:

Titolo I     - Spese di personale;
Titolo II    - Spese di funzionamento;
Titolo III   - Spese per attivita' promozionali;
Titolo IV    - Spese in conto capitale;
Titolo V     - Fondo di riserva ed adeguamento del fondo scorta;
Titolo VI    - Estinzioni di anticipazioni e partite di giro.

2. La classificazione di cui al precedente comma e' basata sullo
schema di bilancio di cui all'allegato A al presente regolamento.

3. Tale schema e' vincolante, agli effetti della redazione del
bilancio di previsione e dell'autorizzazione di spesa, per la
ripartizione in titoli, mentre ha valore indicativo per la
specificazione in capitoli, il cui numero puo' essere ridotto o
integrato in relazione alle peculiari esigenze dei singoli
istituti e le cui maggiori o minori spese possono essere
compensate all'interno dello stesso titolo, previo atto del
direttore dell'istituto non soggetto ad atti formali di
autorizzazione.


art. 24 - (Pareggio del bilancio di previsione)

1. Le spese indicate in bilancio devono essere contenute, nel loro
complessivo ammontare, entro i limiti delle entrate previste e,
pertanto, il bilancio deve risultare in pareggio.


art. 25 - (Ammontare della dotazione finanziaria degli istituti)

1. Gli istituti  possono ricevere una dotazione finanziaria non
superiore a quella indicata nello stesso bilancio. Il Ministero
degli affari esteri, nell'assegnare tale dotazione finanziaria,
tiene conto, oltre che della relazione di cui all'art. 21
del presente regolamento, anche delle valutazioni della locale
rappresentanza diplomatica o dell'ufficio consolare competente
per territorio nonche' delle priorita' annesse dallo stesso
Ministero all'azione dei singoli istituti.

2. La dotazione finanziaria assegnata per ogni singolo anno non puo'
comunque essere inferiore all'ottanta per cento di quella assegnata
nell'anno precedente, a meno che non sia intervenuto uno dei
seguenti eventi:

    a) l'istituto abbia indicato nel proprio bilancio preventivo una
cifra inferiore a tale limite;

    b) sia stato emanato un provvedimento di soppressione
dell'istituto con decorrenza nell'anno cui la dotazione
finanziaria si riferisce;

    c) sia stato emanato un provvedimento di soppressione di una o
piu' sezioni staccate dell'istituto;

    d) sia stata apportata una decurtazione allo stanziamento del
relativo capitolo di bilancio.


art. 26 - (Fondo di riserva)

1. Nelle spese correnti del bilancio di previsione e' iscritto in
apposito capitolo un fondo di riserva per le spese impreviste,
nonche' per le maggiori spese che possono verificarsi durante
l'esercizio il cui ammontare non puo' superare il 5% delle
complessive spese correnti previste. Tale fondo di riserva non
puo' comunque essere utilizzato per spese conseguenti all'aumento
di personale ne' per spese in conto capitale ne' per la copertura
del disavanzo.

2. L'utilizzazione delle disponibilita' del fondo di riserva puo'
avvenire solo a seguito di storno di bilancio dal fondo di
riserva stesso a favore del capitolo di spesa interessato, da
effettuare con le modalita' di cui al successivo art. 27,
comma 1. Su tale capitolo non possono essere emessi mandati  di
pagamento.

3. La somma residua del fondo di riserva alla fine dell'esercizio e'
versata, entro trenta giorni dalla chiusura dell'esercizio stesso,
al fondo scorta costituito presso l'istituto ai sensi del comma 7,
art. 7, della legge 22 dicembre 1990, n. 401 fino al
raggiungimento dell'importo di cui al comma 1 dell'art. 62 del
presente regolamento.


art. 27 - (Variazioni e storni di bilancio)

1. Le variazioni di bilancio che comportano storni da un titolo
all'altro, comprese quelle per l'utilizzo del fondo di riserva,
sono disposte dal direttore con proprio atto e comunicate entro
quindici giorni alla rappresentanza diplomatica o ufficio
consolare competente, che vi appone il proprio visto e lo
restituisce all'istituto.

2. Le variazioni per nuove o maggiori spese possono proporsi
soltanto se e' assicurata la necessaria copertura finanziaria e
sono soggette alla medesima procedura di cui al comma
precedente.


CAPO II - ENTRATE


art. 28 - (Riscossione della dotazione finanziaria)

1. Per gli istituti che abbiano provveduto all'invio del bilancio
preventivo per l'anno cui si riferisce la dotazione
finanziaria, l'assegnazione e' disposta, di regola entro 30
giorni dalla data di approvazione del bilancio di previsione
dello Stato mediante ordinativo diretto speciale. In caso di
variazioni in diminuzione del fabbisogno dell'istituto
risultanti dall'assestamento di bilancio di cui all'art.
20, comma 4, del presente regolamento, il Ministro degli affari
esteri puo' disporre il trasferimento della somma eccedente
quella disposta in sede di prima assegnazione ad altro
istituto, anche di nuova istituzione. In caso di aumento dello
stanziamento sul relativo capitolo rispetto a quello dell'anno
precedente, la maggiore disponibilita' puo' essere utilizzata per
istituti di nuova istituzione o per integrazioni agli istituti
gia' operanti all'inizio dell'anno sulla base delle esigenze
risultanti dall'assestamento dei relativi bilanci, di cui al
prima richiamato art. 20, comma 4, del presente
regolamento.

2. La dotazione finanziaria e' accreditata sul conto indicato dal
direttore dell'istituto, che puo' essere aperto presso una banca
in Italia o all'estero. Nel caso che tale conto non sia tenuto
in lire italiane, il direttore dell'istituto puo' richiedere che
la dotazione finanziaria venga trasferita, al cambio del
giorno, nella valuta in cui e' tenuto il conto.


art. 29 - (Riscossione delle entrate)

1. Le entrate sono riscosse di regola dall'istituto bancario
incaricato del servizio di cassa, secondo gli usi locali.
Eventuali deroghe sulla base di particolari esigenze locali
possono essere consentite solo dal Ministero degli affari
esteri d'intesa con il Ministero del tesoro.

2. Le somme introitate tramite il servizio dei conti correnti
postali devono affluire alla banca di cui al comma precedente
entro la fine di ogni trimestre.

3. Per eventuali servizi forniti direttamente dagli istituti, ivi
compresi i corsi di lingua o di cultura, le relative entrate
sono incassate dall'ufficio amministrativo e contabile
dell'istituto che le versa sul conto corrente bancario, previa
annotazione nell'apposito registro entro e non oltre dieci
giorni.

4. Ai terzi debitori che corrispondono direttamente per i servizi
offerti e' rilasciata quietanza liberatoria di avvenuto
pagamento.

5. E' vietato disporre pagamenti di spese con disponibilita'
esistenti sul conto sul quale e' depositato il fondo scorta.

6. Per la tenuta di conti bancari in paesi terzi e per le entrate
in valuta diversa da quella locale si applicano le disposizioni
vigenti per le rappresentanze diplomatiche e gli uffici
consolari.


art. 30 - (Reversali di incasso)

1. Le reversali d'incasso sono numerate in ordine progressivo per
ciascun anno finanziario e sono firmate dal direttore
dell'istituto o da un suo delegato e controfirmate
dall'impiegato amministrativo-contabile o da altra persona
delegata dal direttore o da  chi ne fa le veci.

2. Le reversali contengono le seguenti indicazioni:

   a) esercizio finanziario;

   b) capitolo di bilancio;

   c) nome e cognome o denominazione del debitore;

   d) causale della riscossione;

   e) importo in cifre e in lettere;

   f) data di emissione.

3. Le reversali sono cronologicamente registrate nell'apposito 
libro di cassa e nei partitari di entrata.

4. Le reversali non riscosse entro il termine di chiusura
dell'esercizio vengono restituite dal cassiere all'istituto per
l'annullamento e la susseguente eventuale riemissione della
reversale stessa nel nuovo esercizio finanziario.


CAPO III - Spese

art. 31 - (Gestione delle spese)

1. Il direttore dell'istituto e' legittimato ad assumere, in ogni
esercizio, impegni di spesa di importo non superiore agli
stanziamenti iscritti sui capitoli di bilancio di previsione
cui la spesa e' imputata.

2. Per gli impegni di spesa pluriennali, i pagamenti afferenti a
ciascuno degli esercizi successivi non possono comunque
superare l'importo di quelli disposti per il primo esercizio.

3. Ogni atto che comporti un impegno  di spesa deve indicare
l'esistenza  della relativa copertura finanziaria in termini di
cassa.


art. 32 - (Liquidazione della spesa)

1. La liquidazione della spesa, consistente nella determinazione
dell'esatto importo dovuto e nell'individuazione del soggetto 
creditore, e' effettuata previo accertamento dell'esistenza
dell'impegno nonche' della regolarita' della fornitura di beni,
opere, servizi, nonche' sulla base dei titoli e dei documenti
giustificativi comprovanti il diritto dei creditori.


art. 33 - (Ordinazione della spesa)

1. Il pagamento delle spese e' ordinato entro i limiti delle
previsioni di cassa mediante l'emissione di mandati di
pagamento, firmati dal direttore dell'istituto o da un suo
delegato e controfirmati dall'impiegato
amministrativo-contabile o da altra persona delegata con
apposito atto dal direttore o da  chi ne fa le veci.

2. I mandati, individuati con numero d'ordine progressivo per
ciascun esercizio, contengono le seguenti indicazioni:

   a) esercizio finanziario;

   b) capitolo del bilancio;

   c) nome e cognome o denominazione del creditore;

   d) causale del pagamento;

   e) importo in cifre e in lettere;

   f) modalita' di estinzione del titolo;

   g) data di emissione.
    
3. Possono essere emessi mandati di pagamento collettivi per i 
pagamenti da farsi per lo stesso capitolo distintamente a 
favore di diversi creditori.

4. I mandati di pagamento successivamente alla loro estinzione, 
sono conservati agli atti per non meno di dieci anni unitamente
alla loro documentazione in originale.


art. 34 - (Documentazione dei mandati di pagamento)

1. Ogni mandato di pagamento deve essere corredato dalla
documentazione della spesa cui esso si riferisce.


art. 35 - (Modalita' particolari di estinzione dei mandati di
           pagamento)

1. L'istituto puo' disporre, con espressa annotazione sui titoli,
che i mandati di pagamento siano estinti anche mediante:

   a) accreditamento in conto corrente postale a favore del
creditore, nonche' mediante vaglia postale o telegrafico; in
quest'ultimo caso deve essere allegata al titolo la ricevuta
del versamento rilasciata dall'ufficio postale;

   b) accreditamento in conto corrente bancario, intestato al
creditore, salvo per le spese accessorie relative al personale
dipendente.

   c) assegno bancario all'ordine del creditore;

   d) pagamento in contanti contro regolare quietanza;

   e) altra forma autorizzata dalla rappresentanza diplomatica o
dall'ufficio consolare competente con proprio decreto motivato
dalla particolare situazione locale.

2. Le dichiarazioni di accreditamento o di commutazione, che
sostituiscono la quietanza del creditore, devono risultare da
idoneo documento bancario o dell'ufficio postale oppure da
annotazione sul mandato di pagamento recante gli estremi
relativi alle operazioni.

3. I mandati di pagamento non pagati alla fine dell'esercizio sono
restituiti dal cassiere all'istituto per la eventuale
riemissione nell'esercizio successivo.


CAPO IV - Servizio di cassa

art. 36 - (Affidamento del servizio)

1. Il servizio di cassa e' affidato, in base ad apposita convenzione
approvata con decreto della rappresentanza diplomatica o ufficio
consolare competente dell'istituto, ad un unico istituto di
credito. Qualora esigenze particolari non possono consentire o far
ritenere opportuno l'affidamento del suddetto servizio ad un
istituto bancario locale, il direttore dell'istituto puo' affidare
il servizio di cassa ad un istituto bancario di un Paese limitrofo.

2. La convenzione di cui al precedente comma deve altresi' prevedere
le modalita' per l'autonomo espletamento del servizio di cassa delle
sezioni distaccate costituite dagli istituti.

3. Per la riscossione di particolari entrate relative a servizi
prestati dagli istituti gli istituti stessi possono avvalersi
di conti correnti postali, sui quali e' fatto divieto di disporre
pagamenti.


art. 37 - (Gestione del fondo per piccole spese)

1. Il responsabile dell'ufficio amministrazione e contabilita'
dell'istituto puo' essere dotato, all'inizio di ciascun anno
finanziario, di un fondo determinato dal direttore, di importo
non superiore a L. 5.000.000, reintegrabile durante l'esercizio
per non piu' di tre volte, previa presentazione del rendiconto
delle somme gia' spese e relativa imputazione delle stesse sugli
appositi capitoli del bilancio dell'istituto.

2. Con il fondo il responsabile dell'ufficio amministrazione e
contabilita' puo' provvedere di norma al pagamento delle minute
spese d'ufficio, delle spese per piccole riparazioni e
manutenzione di mobili e di locali, delle spese postali, di
locomozione e per l'acquisto di giornali nonche' di pubblicazioni
periodiche e simili, ciascuna di importo non superiore a L. 
2.000.000 previa autorizzazione del direttore o di chi ne fa le 
veci.

3. Alla fine dell'esercizio il responsabile dell'ufficio 
amministrazione e contabilita' restituisce, mediante versamento 
sul conto corrente bancario dell'istituto, l'importo residuo
del fondo di cui al comma 1 con imputazione in entrata
all'apposito capitolo delle  partite di giro.

4. I pagamenti sono annotati dal responsabile dell'ufficio
amministrazione e contabilita' su apposito registro numerato e
vidimato.


CAPO V - Scritture contabili

art. 38 - (Scritture finanziarie e patrimoniali)

1. Le scritture finanziarie relative alla gestione del bilancio
devono consentire di rilevare per ciascun capitolo la 
situazione delle somme riscosse e pagate a fronte dei relativi 
stanziamenti. Esse sono tenute nelle valute nelle quali
avvengono le operazioni.

2. Le scritture patrimoniali devono consentire la dimostrazione a 
valore del patrimonio all'inizio dell'esercizio finanziario, le
variazioni intervenute nel corso dell'anno per effetto della
gestione di bilancio o per altre cause, nonche' la consistenza
del patrimonio alla chiusura dell'esercizio.

3. Per la tenuta delle scritture finanziarie e patrimoniali, e dei
sistemi di scritture di cui al successivo art. 39, gli
istituti possono avvalersi, in relazione alle effettive
esigenze, di sistemi di elaborazione automatica dei dati,
utilizzando programmi forniti dal Ministero degli affari
esteri.


art. 39 - (Sistemi di scritture)

1. L'istituto tiene le seguenti scritture:

    a) il giornale cronologico delle reversali e dei mandati
emessi;
    
    b) l'inventario dei beni mobili e quello degli immobili;

    c) un partitario delle somme riscosse per ciascun capitolo di
entrata;
    
    d) un partitario delle somme pagate per ciascun capitolo di
spesa;

    e) un registro per la rilevazione degli impegni assunti per
contratti ed altri tipi di obbligazioni;

    f) il registro dei beni di facile consumo;

    g) il registro della piccola cassa.


2. Le scritture indicate al comma 1 del presente articolo devono
essere numerate e vidimate in ciascun foglio dall'impiegato
preposto all'ufficio amministrazione e contabilita' prima di
essere poste in uso. Nell'ipotesi di scritture meccanizzate i 
fogli sono numerati e la vidimazione e' apposta subito dopo la 
stampa di ogni singolo foglio.



CAPO VI - Conto consuntivo

art. 40 - (Composizione del conto consuntivo)

1. Il conto consuntivo si compone del rendiconto finanziario,
redatto in lire italiane, utilizzando per la conversione delle
poste in valuta straniera il cambio vigente alla data di
chiusura del bilancio stesso.


art. 41 -  (Approvazione del conto consuntivo)

1. Il conto consuntivo, accompagnato dalla relazione illustrativa
del direttore dell'istituto e dagli allegati, e' predisposto
almeno 30 giorni prima del termine di cui al successivo comma 3
del presente articolo ed e' sottoposto all'esame del collegio dei
revisori dei conti, che redige l'apposita relazione, di cui al
successivo art. 78, da allegare al predetto conto.

2. La relazione del direttore illustra l'andamento della gestione 
finanziaria dell'istituto ed i fatti economicamente rilevanti 
verificatisi anche dopo la chiusura dell'esercizio.

3. Il conto consuntivo e' predisposto entro il 30 del mese di aprile 
successivo alla chiusura dell'esercizio finanziario; unitamente ai
bilanci delle sezioni distaccate il conto stesso viene trasmesso 
dall'istituto entro 30 giorni dalla data di predisposizione per il 
tramite della rappresentanza diplomatica o dell'ufficio consolare 
competente al Ministero degli affari esteri - Direzione Generale
delle Relazioni Culturali, ed al Ministero del tesoro - Ragioneria
Centrale presso il Ministero degli affari esteri. La documentazione 
giustificativa delle entrate e delle uscite deve essere allegata 
unicamente all'esemplare del conto consuntivo indirizzato alla
Ragioneria Centrale, che dopo il controllo di competenza provvede
al successivo inoltro del conto consuntivo stesso alla Corte dei 
conti.


art. 42 - (Rendiconto finanziario)

1. Il rendiconto finanziario comprende i risultati della gestione
finanziaria per l'entrata e per la spesa distintamente per
titoli e capitoli; esso e' redatto sulla base dell'allegato B al
presente regolamento.


art. 43 - (Allegato al conto consuntivo)

1. Al conto consuntivo e' allegato il riassunto generale del
movimento amministrativo di cui al successivo art. 44.


art. 44 - (Riassunto generale del movimento amministrativo)

1. Il riassunto generale del movimento amministrativo, redatto
secondo lo schema di cui all'allegato C, indica la consistenza
degli elementi patrimoniali attivi e passivi all'inizio e al
termine dell'esercizio, ponendo in evidenza le variazioni
intervenute nei singoli elementi.



CAPO VII - Funzionari delegati

art. 45 - (Erogazione di spese su aperture di credito)

1. Le somme diverse dalla dotazione finanziaria di cui all'art.
7, comma 4, della legge 22 dicembre 1990, n. 401, assegnate da 
parte del Ministero degli affari esteri agli istituti mediante
aperture di credito, sono gestite e rendicontate secondo la
normativa vigente in materia di contabilita' generale dello Stato.

2. Il direttore dell'istituto, nella veste di funzionario delegato
sulla base di apposito decreto ministeriale, dispone i
pagamenti a favore degli aventi diritto sulle aperture di 
credito mediante emissioni di ordini di pagamento.

3. La contabilita' delle aperture di credito e' distinta da quella
della gestione del bilancio degli istituti.

4. E' vietato effettuare anticipazioni di cassa da parte
dell'istituto per tutte le spese che devono, per legge, gravare
sulle predette aperture di credito, a meno che tali
anticipazioni non si rendano indispensabili per effettuare
pagamenti che siano non piu' procrastinabili sulla base della
normativa locale. E' altresi' vietato utilizzare le somme di
cui al comma 1 del presente articolo in deroga anche temporanea
al loro vincolo di destinazione.


TITOLO III - Gestione economico-patrimoniale dell'istituto di
             cultura.


CAPO I - Gestione economica

art. 46 - (Locazioni attive e passive dei locali, uso delle
           attrezzature da parte di altre istituzioni e polizze
           assicurative)

1. Gli istituti possono concedere in uso i locali e le attrezzature
in dotazione a titolo gratuito per la realizzazione di iniziative
inerenti alle finalita' della diffusione della cultura e della
lingua italiana realizzate da istituzioni senza fini di lucro. Negli
altri casi tale uso puo' essere concesso solo a titolo oneroso
ai prezzi locali di mercato.

2. Qualora richiesto dalla normativa locale o qualora la situazione
locale lo faccia ritenere opportuno, gli istituti possono stipulare
polizze assicurative contro i danni ai beni dell'istituto ed ai
frequentatori dello stesso.


art. 47 - (Convenzioni con Universita' ed altre Istituzioni locali)

1. Gli istituti, previa autorizzazione ministeriale, possono
concludere convenzioni con Universita' ed altre istituzioni
locali operanti nell'area di propria competenza territoriale
per gli interventi previsti dall'art. 20, comma 2, della
legge 22 dicembre 1990, n. 401.

2. Gli istituti possono, altresi', concludere convenzioni con le
istituzioni di cui al comma 1 del presente articolo per
l'organizzazione di iniziative nel settore per la diffusione
della lingua italiana, ivi compresi i corsi dell'art. 17
del presente regolamento.


art. 48 - (Spese di rappresentanza degli istituti)

1. Le spese di rappresentanza finalizzate a singole manifestazioni
culturali organizzate dagli istituti, anche congiuntamente ad
altre istituzioni, sono imputate al bilancio degli istituti
stesso se esse sono necessarie per una maggiore efficacia delle
manifestazioni stesse, se sono commisurate all'evento e se
trovano capienza nelle disponibilita' dei fondi all'uopo
stanziati.

2. E' esclusa la possibilita' di imputare al bilancio degli istituti
spese di rappresentanza per l'espletamento delle funzioni proprie
del personale degli istituti.


art. 49 - (Collaborazione degli istituti ad iniziative culturali della
           rappresentanza diplomatica e dell'ufficio consolare)

1. Gli istituti possono collaborare, su richiesta della
rappresentanza diplomatica o dell'ufficio consolare competente
nel territorio in cui operano, alla realizzazione di iniziative
culturali e socio-culturali finanziate dalla rappresentanza
diplomatica o dall'ufficio consolare stesso. I fondi relativi
alle predette iniziative affluiscono alla contabilita' degli
istituti mediante imputazione agli appositi capitoli delle
partite di giro.

2. A fronte dei suddetti finanziamenti il direttore dell'istituto
presenta il relativo rendiconto alla rappresentanza diplomatica
o ufficio consolare dalla quale ha ricevuto i fondi. La
gestione dei predetti fondi da parte degli istituti deve
comunque svolgersi nel rispetto delle norme che regolano le
spese imputabili al capitolo dello stato di previsione del
Ministero degli affari esteri sul quale gravano i fondi stessi.


CAPO II - Gestione patrimoniale

art. 50 - (Beni)

1. I beni si distinguono in beni immobili e mobili secondo le norme
del codice civile. Essi sono descritti in separati inventari in
conformita' delle norme contenute nei successivi articoli.


art. 51 - (Inventario dei beni immobili)

1. L'inventario dei beni immobili deve evidenziare:

   a) la denominazione, l'ubicazione, l'uso cui sono destinati e
gli uffici cui sono affidati;

   b) il titolo di provenienza e le risultanze dei registri
immobiliari;

   c) le servitu', i pesi e gli oneri da cui sono gravati;

   d) il valore iniziale e le eventuali successive variazioni;

   e) gli eventuali redditi.


art. 52 - (Consegnatari dei beni immobili)

1. I beni immobili in uso all'istituto sono affidati in consegna al
direttore dell'istituto o all'addetto da lui all'uopo delegato, il
quale e' personalmente responsabile dei beni affidatigli nonche' di
qualsiasi danno che possa derivare dalla sua azione od omissione e
ne risponde secondo le norme di contabilita' generale dello Stato.

2. La consegna ha luogo in base a verbali redatti in
contraddittorio tra chi effettua la consegna e chi la riceve.


art. 53 - (Classificazione dei beni mobili)

1. Per la classificazione dei beni mobili si applicano le norme
vigenti per le rappresentanze diplomatiche e gli uffici
consolari all'estero.


art. 54 - (Inventario dei beni mobili)

1. L'inventario generale dei beni mobili deve contenere le seguenti
indicazioni:

    a) il luogo in cui si trovano;

    b) la denominazione e la descrizione secondo la natura e la
specie;

    c) la quantita' e il numero;

    d) il valore.

2. I mobili e le macchine sono valutati per il prezzo di acquisto
ovvero di stima o di mercato se trattasi di oggetti pervenuti
per altra causa.

3. I titoli e i valori pubblici e privati sono valutati al prezzo
di borsa del giorno precedente a quello della compilazione o
revisione dell'inventario, se il prezzo e' inferiore al valore
nominale, e per il valore nominale qualora il prezzo sia
superiore. Essi sono descritti con l'indicazione della natura
dei titoli, del loro numero di identificazione, della scadenza,
del valore nominale e della rendita annuale.

4. Per gli audiovisivi, nonche' per i libri ed il materiale
bibliografico in genere, vengono tenuti separati inventari con
autonome numerazioni. I libri singoli, le collezioni dei libri
e gli audiovisivi sono inventariati al loro prezzo di
copertina, anche se pervenuti gratuitamente, o al valore di
stima se non e' segnato alcun prezzo. Le riviste e pubblicazioni
periodiche sono iscritte sotto un solo numero all'inizio della
raccolta annuale.


art. 55 - (Consegnatari dei beni mobili)

1. I beni mobili, esclusi gli oggetti di cancelleria e i materiali
di consumo, sono affidati in consegna con apposito verbale al
direttore o ad altro personale dell'istituto da lui all'uopo
delegato.

2. In caso di sostituzione del consegnatario, la consegna ha luogo
previa materiale ricognizione dei beni. Il relativo verbale e'
sottoscritto dal cessante e dal subentrante, nonche'
dall'impiegato incaricato di funzioni amministrativo-contabili
o dal funzionario all'uopo delegato dal direttore che assiste
alla consegna.

3. Gli inventari sono redatti in duplice esemplare di cui uno e'
conservato presso l'ufficio amministrazione e contabilita'
dell'istituto e l'altro dal consegnatario sino a quando non ne
abbia ottenuto formale discarico.


art. 56 - (Carico e scarico dei beni mobili)

1. I beni mobili sono inventariati dal consegnatario.

2. Non sono iscritti negli inventari gli oggetti di rapido consumo
e facilmente deteriorabili.

3. La cancellazione dagli inventari dei beni mobili per fuori uso,
cessione od altri motivi e' disposta con atto del direttore,
vistato dalla rappresentanza diplomatica o ufficio consolare
competente, sulla base di motivata proposta del consegnatario.
Gli introiti per la vendita dei suddetti beni vengono acquisiti
all'apposito capitolo di entrata.

4. L'atto di cui al precedente comma indica l'eventuale obbligo di
reintegro o di risarcimento di danni a carico dei responsabili
nei casi in cui ricorrano dolo o colpa grave nella custodia.

5. Sulla scorta degli atti o documenti di carico e scarico si
provvede al conseguente aggiornamento delle scritture
patrimoniali.

6. Gli inventari sono chiusi al termine di ogni esercizio
finanziario.


art. 57 - (Ricognizione dei beni mobili)

1. Fermo restando quanto previsto dall'art. 55 del presente
regolamento, si provvede alla ricognizione dei beni mobili ed
al rinnovo degli inventari almeno ogni cinque anni.


art. 58 - (Materiali di consumo)

1. Il responsabile dell'ufficio amministrazione e contabilita'
provvede alla tenuta di idonea contabilita' - per quantita' e per
specie - degli oggetti di cancelleria, stampati, schede,
supporti meccanografici ed altri materiali di consumo nonche' dei
libri acquisiti per donazione ai sensi dell'art. 18 del
presente regolamento.

2. Il carico di detto materiale avviene sulla base delle
ordinazioni del competente ufficio e delle fatture dei
fornitori.

3. Il prelevamento per il fabbisogno dei singoli servizi avviene
contro la firma per ricevuta sul registro da parte del
ricevente.


art. 59 - (Automezzi)

1. I consegnatari degli automezzi ne controllano l'uso accertando
che:


   a) la loro utilizzazione sia conforme ai servizi di istituto;

   b) il rifornimento dei carburanti ed i percorsi effettuati
vengano registrati in appositi moduli.

2. Il consegnatario e' tenuto, mensilmente, a fornire al competente
ufficio amministrativo i documenti giustificativi di spesa o,
nel caso la situazione locale non lo permetta, dichiarazioni
sostitutive per il consumo dei carburanti e dei lubrificanti,
per la manutenzione ordinaria e per le piccole riparazioni.


art. 60 - (Magazzini di deposito e scorta)

1. Il direttore dell'istituto, con proprio atto, ove ne ravvisi
l'utilita', puo' istituire appositi magazzini per il deposito e la
conservazione di materiali costituenti scorta.

2. Alla relativa disciplina si provvede secondo le modalita' di cui
all'art. 84 del presente regolamento.


TITOLO IV - FONDI SCORTA


CAPO I - Gestione dei Fondi Scorta

art. 61 - (modalita' di gestione)

1. Il fondo scorta e' costituito inizialmente con versamento sul
relativo conto, anche fruttifero, acceso all'uopo presso
l'istituto bancario che svolge le funzioni di cassiere per
conto dell'istituto, con i fondi provenienti dall'apposito
finanziamento ministeriale disposto sulla base del decreto del
Ministro degli affari esteri di concerto con il Ministro del
tesoro di cui al comma 7, art. 7 della legge 22 dicembre
1990, n. 401.

2. Per gli istituti istituiti dopo la data di entrata in vigore
della legge 22 dicembre 1990, n. 401, il fondo e' costituito con
le modalita' di cui sopra a valere sulle risorse ordinarie
dell'istituto per un ammontare iniziale fissato con decreto del
Ministro degli affari esteri di concerto con il Ministro del
tesoro.

3. I prelevamenti dal fondo scorta sono effettuati, su
autorizzazione della rappresentanza diplomatica o dell'ufficio
consolare competente territorialmente, mediante trasferimento
dal conto del fondo scorta a quello di gestione dell'istituto,
informandone il Ministero degli affari esteri ed il Ministero
del tesoro - Ragioneria Centrale presso il Ministero degli
affari esteri entro trenta giorni dall'operazione. La relativa
cifra deve essere reintegrata al fondo scorta non oltre sette
giorni dopo l'accreditamento all'istituto della dotazione
finanziaria annuale assegnata dal Ministero degli affari
esteri.

4. Al bilancio consuntivo dell'istituto deve essere allegato un
elenco di tutti i movimenti effettuati nel corso dell'anno sul
fondo scorta, secondo lo schema di cui all'allegato D,
corredati degli attestati dell'istituto di credito presso il
quale e' aperto il relativo conto.


art. 62 - (Adeguamento del fondo scorta)

1. L'ammontare iniziale del fondo scorta di ogni singolo istituto,
costituito ai sensi del comma 7 dell'art. 7 della legge 22
dicembre 1990, n. 401 e del comma 2 dell'art. 61 del
presente regolamento puo' essere adeguato, fino a raggiungere
l'ammontare fissato con apposito decreto emanato dal Ministro
degli affari esteri di concerto con il Ministro del tesoro,
destinando al fondo una quota del bilancio annuale
dell'istituto non superiore al 20 per cento delle uscite
complessive di cassa risultanti dal bilancio di previsione.
L'istituzione e la soppressione di una sezione staccata
comportano di regola una revisione del fondo scorta
dell'istituto fondatore, da attuarsi con le modalita' di cui al
comma 1 del presente articolo.

2. Nel momento in cui il fondo scorta dell'istituto raggiunge il
livello fissato dal decreto richiamato dal comma 2 dell'art. 61 
del presente regolamento, cessa di essere applicabile la possibilita'
per l'istituto di ricorrere al credito bancario di cui al comma 12 
dell'art. 19 della legge 22 dicembre 1990, n. 401.

3. Nei limiti stabiliti dal decreto di cui al comma 1, il fondo
scorta e' accresciuto con i versamenti al fondo stesso della
somma residua del fondo di riserva iscritto annualmente in
bilancio, con le procedure di cui all'art. 26 del presente
regolamento.

4. In caso di soppressione di un istituto il fondo scorta 
costituito presso quest'ultimo e' trasferito ad altro istituto
sulla base di apposito decreto del Ministro degli affari esteri 
di concerto con il Ministro del tesoro.

5. L'ammontare fissato con il suddetto decreto puo' essere 
modificato con successivo decreto emanato con le medesime modalita'.


TITOLO V - CONTRATTI


CAPO I - Normativa contrattuale

art. 63 - (Norme generali)

1. Ai lavori, agli acquisti, alle forniture, alle vendite, alle
permute, alle locazioni ed ai servizi in genere di importo non
superiore a 50 milioni di lire si provvede, di regola, mediante
trattativa privata.

2. Per i contratti di importo superiore al limite di cui al comma 1
si osservano le disposizioni recate al titolo III del regolamento
approvato con Decreto del Presidente della Repubblica del 18
dicembre 1979 n. 696 e successive modificazioni.

3. Si applicano anche ai contratti stipulati dagli istituti le
disposizioni dell'art. 86 del Decreto del Presidente della
Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e successive  modificazioni.


art. 64 - (Limiti di applicazione)

1. Le disposizioni del presente titolo si applicano limitatamente
ai casi non disciplinati da specifiche norme di legge che
abbiano per destinatari gli istituti.


art. 65 - (Trattativa privata)

1. I contratti di cui al comma 1 dell'art. 63 debbono formare
oggetto di specifico atto del direttore dell'istituto.  Per i 
contratti dai quali derivi una spesa per l'istituto l'atto 
deve indicare:

    a) i mezzi di finanziamento;

    b) l'oggetto del contratto ed il prezzo;

    c) i capitoli di imputazione delle spesa.

    All'atto devono essere allegati:

    a) il prospetto comparativo e le offerte di almeno tre ditte
interpellate salvo il caso in cui i beni oggetto del contratto
siano forniti da una sola ditta e quanto previsto dall'art.
86 del Decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967,
n. 18;

    b) una relazione del direttore dell'istituto che indichi i
motivi del contratto e la scelta effettuata.


art. 66 - (Collaudo dei lavori e delle forniture)

1. Tutti i lavori e le forniture sono soggetti a collaudo, anche
parziale, secondo le norme stabilite dal contratto.

2. Il collaudo e' eseguito dal personale dell'istituto ovvero,
qualora se ne ravvisi la necessita', da estranei qualificati per
specifica competenza.

3. Se l'importo dei lavori di manutenzione o delle forniture non
supera lire 5 milioni, e' sufficiente l'attestazione di regolare
esecuzione rilasciata rispettivamente da chi ha commissionato i 
lavori ovvero da chi ha ricevuto la fornitura.


art. 67 - (Cauzione)

1. A garanzia dell'esecuzione dei contratti le ditte debbono
prestare idonee cauzioni, salvo quanto previsto dall'art. 
86 del Decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967,
n. 18.
  
2. Si puo' prescindere dalla cauzione qualora la ditta contraente 
sia di notoria solidita' e subordinatamente al miglioramento del
prezzo, sempre compatibilmente con la normativa locale.


art. 68 - (Penalita')

1. Nel contratto devono essere previste le penalita' per
inadempienza o ritardo nella esecuzione, compatibilmente con la
normativa locale.


art. 69 - (Revisione prezzi)

1. La revisione dei prezzi contrattuali e' ammessa nei limiti
previsti dalle disposizioni vigenti in materia dalla normativa
locale nel caso l'altro contraente abbia la sede legale
all'estero.


art. 70 - (Divieto di suddivisione dei lavori e forniture)

1. I contratti di lavoro o di forniture riguardanti un unico
oggetto e commissionati ad unica ditta non possono essere
frazionati in piu' lotti.


art. 71 - (Spese e lavori in economia)

1. Possono essere effettuate in economia, nei limiti degli
stanziamenti di bilancio, le spese per lavori e forniture
previste nell'apposito regolamento vigente per gli Uffici
all'estero dell'Amministrazione degli affari esteri nonche'
quelle relative all'organizzazione ed alla gestione dei corsi
di lingua gestiti dagli istituti.

2. L'effettuazione delle spese in economia deve avvenire in
conformita' al regolamento di cui al comma 1 del presente
articolo.


art. 72 - (Pagamenti conseguenti ai contratti)

1. Il pagamento dei contratti di cui al presente titolo V deve
essere effettuato nelle forme previste dall'art. 35 del
presente regolamento sulla base della presentazione della
relativa documentazione giustificativa e dell'avvenuta
esecuzione, cosi' come previsto dal contratto, delle
prestazioni, lavori e servizi. Nei casi in cui sia previsto il
collaudo il pagamento deve essere corrisposto solo su esito
positivo del collaudo stesso, salvo quanto previsto nel
successivo comma 2 del presente articolo.

2. La corresponsione di anticipi puo' avvenire solo sulla base di
quanto previsto dal contratto e deve restare nei limiti
previsti dall'art. 12, commi sesto e settimo, del Regio
Decreto 18 novembre 1923, n. 2440 e successive  modificazioni,
secondo le modalita' e la percentuale fissata annualmente con
Decreto del Ministro del tesoro, previa prestazione di idonea
garanzia ai sensi della legge 10 giugno 1982, n. 348 e
successive modificazioni.


TITOLO VI - SEZIONI DISTACCATE

CAPO I - GESTIONE DELLE SEZIONI DISTACCATE

art. 73 - (Ambito di applicazione)

1. Sono sottoposte alle norme di cui al presente titolo tutte le
sezioni distaccate costituite dagli istituti ai sensi del comma
6 dell'art. 7 della legge 22 dicembre 1990, n. 401 o
dell'art. 3 dello Statuto dell'istituto Italiano di Cultura
all'estero annesso al Decreto interministeriale del 24 giugno
1950 recante "Decreto di fondazione degli istituti Italiani di
Cultura all'Estero".

art. 74 - (Autorita' competente in materia di indirizzo e
           vigilanza sulla sezione distaccata)

1. Le funzioni di indirizzo e vigilanza di cui all'art. 3,
comma 1, lettera d), della legge 22 dicembre 1990, n. 401, sulla
sezione distaccata sono svolte dalla rappresentanza diplomatica
o dall'ufficio consolare competente per il territorio della
sezione.


art. 75 - (Capo della sezione distaccata)

1. Il capo della sezione distaccata risponde al direttore 
dell'istituto fondatore della gestione amministrativa e
contabile della sezione distaccata stessa anche se concernente
l'attivita' didattica e scientifica di docenti e altro personale
della sezione.

2. Il capo della sezione entro il 30 settembre predispone il
bilancio preventivo ed entro il 15 marzo il conto consuntivo
corredati di una relazione illustrativa del bilancio e
dell'attivita' della sezione.
  
3. Il capo della sezione distaccata provvede all'ordinazione di 
quanto occorre al funzionamento della sezione distaccata stessa 
e dispone il pagamento delle relative fatture nell'osservanza
delle norme che regolano l'amministrazione e la contabilita'; 
egli e' altresi' tenuto ad ogni adempimento di legge anche in
ottemperanza alle norme fiscali.

4. Il capo della sezione distaccata designa l'impiegato incaricato
della sua sostituzione in caso di assenza o di temporaneo
impedimento, salvo che nella sede operi un lettore con
incarichi extra-accademici, nel cui caso tali funzioni sono
svolte dallo stesso lettore.


art. 76 - (Riscossione delle entrate)

1. Le sezioni distaccate non possono ricevere finanziamenti a
titolo di dotazione finanziaria se non per il tramite
dell'istituto.

2. L'istituto trasferisce tempestivamente i fondi di spettanza
della sezione distaccata dandone a questa contestuale
comunicazione.


art. 77 - (Gestione finanziaria e patrimoniale e attivita'
           contrattuale delle sezioni)

1. Per la gestione finanziaria delle sezioni si applicano le norme 
previste ai titoli III, IV e V del presente regolamento; le
funzioni demandate per gli istituti in tali titoli alle 
rappresentanze diplomatiche o agli uffici consolari competenti 
e al direttore dell'istituto sono svolte per le sezioni 
rispettivamente dall'istituto fondatore e dal capo della
sezione.

2. Le somme destinate ad incrementare il fondo scorta affluiscono
al fondo scorta dell'istituto fondatore.



TITOLO VII - REVISIONE AMMINISTRATIVO-CONTABILE



CAPO I - Norme in materia di revisione


art. 78 - (Revisori dei conti)

1. L'attivita' di revisione dei conti e' affidata, con decreto del
capo della rappresentanza diplomatica o dell'ufficio consolare
competente, al funzionario amministrativo con funzioni
amministrativo-contabili in servizio nel Paese, al cancelliere
contabile, o chi ne fa le veci, della rappresentanza diplomatica o
dell'ufficio consolare con sede nella stessa citta' o competente per
territorio, e ad uno dei funzionari o impiegati della
rappresentanza diplomatica o degli uffici consolari operanti nel
Paese. In caso di mancanza nel Paese del funzionario amministrativo
con funzioni amministrativo-contabili, deve essere nominato un
secondo funzionario o impiegato  della rappresentanza diplomatica o
degli uffici consolari.

2. I revisori restano in carica tre anni e possono essere
riconfermati.

3. I revisori dei conti provvedono al riscontro degli atti di
gestione, accertano la regolare tenuta dei libri e delle
scritture contabili, eseguono anche individualmente verifiche
di cassa almeno una volta all'anno in occasione della verifica
del conto consuntivo, esaminano il bilancio di previsione
nonche' i bilanci delle sezioni dell'istituto ove esistenti, le
eventuali variazioni ad esso, ed il conto consuntivo e relativi
consuntivi allegati; in particolare redigono un'apposita
relazione sul bilancio preventivo da allegare alla relazione
del capo dell'istituto, nonche' una relazione illustrativa sullo
schema di conto consuntivo contenente l'attestazione circa la
corrispondenza delle risultanze di bilancio con le scritture
contabili e considerazioni in ordine alla regolarita' della
gestione.

4. Il capo della rappresentanza diplomatica o dell'ufficio
consolare competente puo' disporre, quando lo ritenga opportuno,
verifiche di cassa presso l'istituto e le sue sezioni da parte
di uno o piu' revisori. Tale verifica e' effettuata in
contradittorio con l'impiegato preposto all'ufficio
amministrazione e contabilita' dell'istituto, che puo' farsi
assistere da altri impiegati dell'istituto stesso. L'esito di
tali verifiche e' comunicato al direttore dell'istituto ed alla
rappresentanza diplomatica o all'ufficio consolare cui compete
la vigilanza dell'istituto.

5. Il trattamento di missione ai revisori dei conti che risiedono
in altra citta' grava sul bilancio dell'istituto.



TITOLO VIII - DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI


art. 79 - (Rinvio alle norme di contabilita' generale dello
           Stato ed aggiornamenti)

1. Per quanto non previsto dalle disposizioni del presente
regolamento, si applicano le norme della legge e del
regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la
contabilita' generale dello Stato cosi' come applicabili alle
rappresentanze diplomatiche ed uffici consolari italiani
all'estero.


art. 80 - (Rapporti contrattuali in corso)

1. I rapporti contrattuali gia' costituiti e le gare in corso di
svolgimento restano regolati dalle norme vigenti all'atto della 
stipulazione dei contratti o della indizione delle gare.


art. 81 - (Entrata in vigore)

1. Le disposizioni di cui ai titoli III, V, VI e VII si applicano a
partire dall'esercizio finanziario successivo a quello dell'anno di
entrata in vigore del regolamento.


2. La redazione degli inventari, conforme a quanto previsto dal 
presente regolamento, e'  effettuata entro cinque anni dalla sua 
applicazione.


art. 82 - (Responsabilita' e obbligo di denunzia)

1. Il direttore dell'istituto che venga a conoscenza direttamente o
a seguito di rapporto, di fatti che diano luogo a responsabilita'
contabile e patrimoniale, deve farne immediata denunzia alla
Procura Generale della Corte dei Conti, indicando tutti gli
elementi raccolti per l'accertamento delle responsabilita' e per la
determinazione dei danni; se il fatto sia imputabile al direttore
dell'istituto, la denunzia e' fatta dal capo della rappresentanza
diplomatica o dell'ufficio consolare competente per la vigilanza
sull'istituto.


art. 83 - (Gestione ad interim dell'istituto da parte della
           rappresentanza diplomatica o dell'ufficio consolare
           che esercita la vigilanza)

1.  Nei casi nei quali l'istituto rimane privo di direttore e di
addetto la gestione interinale e' assicurata dalla Rappresentanza
diplomatica o dall'Ufficio consolare competente in materia di
vigilanza sull'istituto stesso. Tale gestione e' limitata agli atti
di ordinaria amministrazione.


art. 84 - (Disposizioni interne di attuazione del presente regolamento)

1. Il direttore dell'istituto, nella piena osservanza delle norme
di cui agli articoli precedenti del presente regolamento, puo'
dettare disposizioni di attuazione di carattere interno
motivate da specifiche esigenze di funzionamento dell'istituto,
ivi comprese quelle delle sezioni eventualmente esistenti.

Il presente Regolamento, munito del sigillo dello Stato sara'
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.


Roma, 27 aprile 1995


IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI
Agnelli

p. IL MINISTRO DEL TESORO
Vegas

IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA
Frattini

Visto, il Guardasigilli: Mancuso
Registrato alla Corte dei conti il 3 agosto 1995
Registro n. 2 Esteri, foglio n. 21